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Innovazione a scuola: il viaggio parte da ITT Da Vinci di Foligno

Il viaggio nelle scuole umbre alla "ricerca" di buone pratiche d'innovazione didattica è partito in un soleggiato mercoledì dall'Istituto Tecnico Tecnologico "Leonardo da Vinci" di Foligno. Ad accogliere il giornalista Massimo Angeletti e l'operatore Rai che hanno raccontato la prima storia, in onda giovedì 15 febbraio al Tg regionale Umbria delle 14 e venerdì 16 febbraio a Buongiorno Regione delle ore 7.30, c'erano la dirigente scolastica Rosa Smacchi, la vicepreside Fabiana Cruciani e l'animatore digitale Patrizio Pesciaioli

"Parliamo di innovazione quando possiamo toccare con mano ricadute positive sui ragazzi" - dice subito dopo averci salutato la dirigente, alla quale fa eco la spiegazione di Fabiana Cruciani: "Per esempio nel progetto di alternanza scuola-lavoro attivato in collaborazione con il Dipartimento di Matematica e Informatica dell'Università di Perugia, finalizzato a ricostruire in 3D le stazioni della via Flaminia, abbiamo notato un importante coinvolgimento dei ragazzi stranieri che si sono sentiti parte di questo territorio, riscoprendone le radici. E questo non è che un esempio di quanto l'inserire modi nuovi di fare lezione o strumenti digitali possa aiutare a riportare entusiasmo e attenzione in classe, senza rinunciare al raggiungimento degli obiettivi didattici". Il progetto, sottolineano all'unisono dirigente e vicepreside, si è realizzato grazie alla preziosa collaborazione dell'insegnante archeologa Paola Bonacci, da anni attiva nel campo della ricerca in Umbria, che ha messo a disposizione il materiale cartografico utile a ricostruire con rigore scientifico l'antica via Flaminia.  

Innovazione quindi come strumento di inclusione oltre che di abbattimento della separazione tra i diversi saperi. "La sperimentazione di metodologie di innovazione didattica grazie alle attività dei laboratori organizzati in rete Animatori Digitali - continua Rosa Smacchi - ci ha permesso di far lavorare insieme docenti di materie differenti, uniti da uno strumento nuovo". Una sperimentazione andata così tanto bene da riproporla in formazione ai docenti neo assunti, facendo fare da tutor agli insegnanti formati grazie ai laboratori.

Mentre saliamo le scale verso l'aula d'informatica, dove i ragazzi stanno lavorando al loro progetto 3D, la Smacchi racconta dei diversi progetti portati avanti, compreso quello di cui la scuola è capofila e che coinvolge una rete di circa 30 scuole, la Regione, la Provincia nella realizzazione di un Laboratorio Territoriale per l'occupabilità, finanziato con un investimento pari a circa 550mila euro, in cui saranno disponibili oltre a un'aula multimediale anche stampanti 3D e altre strumentazioni utili a sviluppare nuove competenze e coinvolgere anche aziende che vogliano far aggiornare il proprio personale. "E' un progetto importante - dice la Smacchi - e un luogo che vogliamo venga sfruttato nel migliore dei modi anche dai nostri studenti". 

Entriamo in laboratorio. Gli occhi dei ragazzi fissano la telecamera, l'animatore digitale si ferma un attimo per iniziare a raccontare al giornalista come il digitale permea nelle aule del Da Vinci. L'operatore gira tra i banchi, i ragazzi titubanti continuano a lavorare. Sanno di essere protagonisti, sanno di poter mettere in evidenza il lavoro che stanno facendo con serietà da settimane. Uno di loro, intervistato, mostra ciò che ha fatto. E' emozionato, ma sicuro nel muoversi sul programma usato per disegnare in 3D: la telecamera no, ma il computer per lui è uno strumento amico. 

 

 

Sonia Montegiove 15.02.2018 0 600
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