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Innovazione didattica a suon di musica all'Istituto Comprensivo Marconi di Terni

Una quindicina di leggii aperti con sopra gli spartiti un po’ storti pronti per essere suonati. Quando entriamo con l’operatore e il giornalista Rai nella classe dei bambini di quarta elementare dell’Istituto Comprensivo Marconi di Terni tutti sono pronti a suonare il loro strumento. Qualcuno soffia sul flauto per provare se è tutto a posto, un paio di ragazzini provano le loro percussioni, qualcun altro resta immobile e guarda con attenzione l’insegnante Manuela Saveri pronta a dirigere il gruppo.

 

Il connubio musica e digitale – afferma l’insegnante e membro del team innovazione digitale Saveri – funziona davvero bene. Sfruttiamo applicazioni che aiutano i ragazzi a riconoscere gli strumenti musicali, la tipologia di note, il ritmo. Tutti rispondono sempre con grande entusiasmo”.

 

Luca, terza media, con la sua camicetta bianca con una grande chiave di violino disegnata sul taschino, spiega: “stiamo mostrando ai bambini delle elementari come si può ascoltare il suono di uno strumento semplicemente inquadrando un QR code”. Preso il suo smartphone, aiutato dalle compagne di classe Benedetta e Sara, mostra orgoglioso i QR code che hanno preparato e ci fa ascoltare una melodia per poi associare subito lo strumento che l'ha eseguita.

 

La nostra scuola – afferma il dirigente scolastico Fabrizio Canollaha visto negli ultimi anni un aumento consistente delle iscrizioni tanto da essere oggi l’Istituto comprensivo più grande della provincia di Terni con i suoi mille e duecento ragazzi. Puntiamo molto sulla integrazione della tecnologia nella didattica, non soltanto nella musica, anche se questa è indubbiamente la particolarità di questa scuola. Lavoriamo molto sul coding, anche attraverso la danza e la musica, e sulla robotica. A livello infrastrutturale abbiamo aumentato le postazioni computer nel laboratorio di informatica e messo a disposizione dei ragazzi connessione a banda ultralarga”.

 

Mentre noi ascoltiamo insegnanti e dirigente scolastico, Carlotta, con il suo grembiule blu e il flauto dolce in mano scalpita. Vuole che il giornalista e l'operatore ascoltino la canzone che hanno preparato. “Si chiama La marcia delle seminime” dice entusiasta. E alla richiesta del cosa siano le seminime, fa una smorfia come a dire: mettiti in ascolto che ora ti faccio sentire.

 

L’insegnante dà il via, tutti si sistemano sulle sedie, qualcuno raddrizza lo spartito e si inizia. E’ musica. Musica che, con l’aiuto del digitale, unisce, valorizza le differenze e soprattutto educa all'ascolto degli altri.

Sonia Montegiove 19.04.2018 0 393
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