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STEM e stampa 3D no limit all'Istituto Comprensivo Assisi 3

Il nostro progetto si chiama NO LIMIT GIRLS - spiega sicura Anna, quarta elementare, mentre l'operatore Rai inizia a riprendere - e sta a significare ragazze senza limiti, perché vogliamo imparare e fare le cose che ci piacciono, senza ostacoli. Per esempio a noi piace progettare e stampare in 3D, anche se qualcuno pensa che questa sia più una attività da maschi. A noi non interessa: sappiamo che non è vero".

Da una stampante 3D si intravede una delle produzioni realizzate da un gruppetto di bambine che guardano, tutte concentrate, i dettagli della loro meraviglia avvicinandosi al monitor e dando indicazioni a quella che con il mouse ha il compito di aggiustare il disegno. "Questo progetto - racconta Simonetta Leonardi, animatrice digitale dell'Istituto Comprensivo Assisi 3 - abbina le nostre attività legate al digitale, come la stampa 3D che abbiamo introdotto da tempo anche alla primaria, alla volontà di avvicinare le bambine allo studio delle materie scientifiche". 

Un progetto organizzato in orario extracurricolare ma che ha raccolto da subito le adesioni di più di una ventina di ragazzine, diventate da qualche tempo a questa parte anche formatrici. "Nel corso del Terni Maker Festival - dice la dirigente scolastica Sandra Spigarelli, convinta sostenitrice della didattica innovativa e di questo progetto - le nostre bambine hanno curato due laboratori per i bimbi di due classi di una scuola di Terni. Ci hanno sorpreso per la disinvoltura e la capacità con cui hanno saputo fare da guida". 

In un banco in fondo all'aula sono esposti i tanti "gioielli" ideati, progettati e stampati in 3D dalle bambine. Il giornalista Rai, Massimo Angeletti, chiede come sono stati realizzati e subito in diverse iniziano a spiegare. Chiara vorrebbe raccontare anche la "trasferta" ternana che le ha viste protagoniste di un vero e proprio laboratorio. "Siamo riuscite a spiegare bene come si fa a realizzare i nostri gioielli" - racconta orgogliosa. E alla domanda sull'interesse dei bambini coinvolti nel laboratorio, risponde: "Le bambine hanno fatto più domande su come si usava Tinkercad per progettare. Erano più interessate". 

Usciamo dall'aula mentre loro, contente di questo fuori programma, continuano a disegnare. "Hanno diversi ordini da realizzare - dice sorridendo Simonetta - perché hanno mostrato spiccato spirito imprenditoriale: durante un incontro di presentazione del progetto ai genitori hanno raccolto ordinazioni di oggetti da "vendere" per acquistare materiali con cui realizzare nuovi gioielli". 

Il costruire ambienti di apprendimento autentici e stimolanti è una caratteristica di questo Istituto. "L'obiettivo di questo progetto in particolare - sottolinea Sandra Spigarelli - è quello di coniugare l'innovazione con l'educazione alla cittadinanza, che consente anche l'abbattimento di quegli stereotipi che non permettono la piena realizzazione della persona".

Una delle bambine, a sorpresa, ci consegna un portachiavi con la scritta No Limit Girls. "I nostri gioielli sono pensati per il futuro" dice. Un futuro che le bimbe immaginano "alla pari" molto più di questo presente.  

 

Sonia Montegiove 10 giorni fa 0 542
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