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Scratch, collaborazione e inclusione: il Mazzini di Magione

"Conta quante mele ci sono". "Filo", ragazzo speciale con qualche difficoltà in più degli altri, conta e scrive al pc. E sorride se la risposta data dal gioco programmato per lui dai suoi compagni è "Bravo". Se gli chiedi se si diverte risponde con un sorriso. Lo stesso che fa se gliene mostri uno tu o gli fai vedere le scarpe che porti verso le quali è incuriosito. Il viaggio nelle scuole umbre alla ricerca del "digitale buono" si è fermato all'Istituto Omnicomprensivo di Magione, dove i ragazzi di terza media aspettavano l'arrivo del giornalista e dell'operatore Rai in aula d'informatica. 

"Sono tre anni che lavoriamo a progetti come questo - racconta il docente Roberto Fabrizi, insegnante di sostegno di "Filo" - tramite i quali siamo riusciti a far sentire tutti parte di uno stesso gruppo classe. Io definisco insieme ai ragazzi le esigenze didattiche e gli obiettivi che vogliamo raggiungere attraverso un videogioco, e la classe lo realizza usando Scratch. "Filo" fa il test e ci fa capire se la cosa lo aiuta, se gli piace, se lo diverte. Ascoltiamo le sue esigenze e proviamo a realizzare cose che possano interessarlo". 

Il lavoro di coding ha un fine, un obiettivo e somiglia molto a una esperienza lavorativa: c'è chi dà le specifiche di progetto, c'è una fase di progettazione del gioco e una di realizzazione con tanto di test finale e "cliente esigente". Ma oltre questo c'è una complicità tra ragazzi che si respira nel momento in cui li si guarda lavorare. 

"Abbiamo grande attenzione all'aspetto inclusione - afferma la vicepreside Monica Paparelli - e questo progetto è solo uno di quelli che la dimostrano. Da quasi quindici anni usiamo solo software libero nei laboratori e ora anche nelle classi aumentate dalla tecnologia e lo facciamo per un motivo semplice: vogliamo che tutti i nostri ragazzi abbiano la stessa opportunità di accesso agli strumenti che utilizzano a scuola". 

Due delle ragazze della classe spiegano al giornalista Rai il perché abbiano scelto come protagonisti del gioco i pesci o la frutta. "Perché piacciono a Filo e noi non vogliamo solo mettere i blocchi di Scratch al posto giusto in modo che il gioco funzioni. Vogliamo che lui sia contento quando lo utilizza".

Innovazione in questo caso è associazione tra strumento nuovo e educazione al rispetto per l'altro e attenzione al valore della differenza

 

 

 

Sonia Montegiove 08.03.2018 0 426
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