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Tra linea del tempo, robotica e coding: la bellezza del Mazzini di Terni

C'è un piccolo giardino ai piedi di un campanile che, nelle giornate di sole, ospita bambini contenti e dà il benvenuto a chi arriva all'Istituto Comprensivo Mazzini di Terni. Qui, ad aspettarci c'è l'animatrice digitale Cinzia Ferracci, vulcano di iniziative e progetti di didattica innovativa. 

"Con quattro classi della primaria, nel corso dell'anno scolastico che si è appena concluso, - racconta mentre ci accompagna a vedere i risultati dei lavori degli alunni - abbiamo sperimentato la metodologia "lo spazio e il tempo" provata nei laboratori di innovazione didattica organizzati dalla Rete Animatori Digitali". Una metodologia pubblicata tra le buone pratiche da riusare, che propone attività e spunti di riflessione utili a comprendere e interpretare lo spazio e il tempo in un momento storico in cui, grazie al digitale, le barriere spazio-temporali sono percepite in modo completamente diverso rispetto al passato. 

"Gli alunni della mia seconda classe - dice Grazia Cianchetta, una delle insegnanti coinvolte nel progetto - sono stati invitati a ripercorrrere “a ritroso” la linea del tempo fino a raggiungere l’anno di nascita dei loro genitori e dei loro nonni mettendo a confronto tre generazioni, fino all'infanzia dei propri nonni. Hanno colorato ogni decennio con un colore diverso, hanno ricostruito storie e rappresentato l'albero genealogico. Il tutto per ricostruire una lunga linea del tempo da collegare a quella esistente e già affissa alla parete dell'aula e soprattutto per capire dove siamo “collocati” in questo momento (percezione dello spazio) rispetto alla storia del passato, a partire dal Big Bang".

Un pezzo di linea del tempo, attaccata con del nastro nel mese di aprile, si sta staccando: corre sopra le teste dei bimbi dallo spigolo vicino alla porta su tutte e quattro le pareti, mostrando i disegni dei bambini delle diverse civiltà e i segmenti degli anni, dei decenni, dei secoli e dei millenni. Un lavoro che solitamente non si fa nelle prime classi della primaria. 

"Tranne in un paio di casi - continua Cinzia Ferracci - non abbiamo utilizzato strumenti digitali per rappresentare la linea del tempo, ma nel nostro modo di fare lezione ormai è normale integrare strumenti quali Padlet, Kahoot o altri". Il digitale viene messo insomma nell'astuccio tra le matite colorate e i pennarelli. 

"Grazie a questo progetto - racconta Cinzia mentre accende la Bee Bot per mostrare il progetto "A spasso per Terni", premiato al premio annuale Aica organizzato da USR Umbria - siamo riusciti a parlare del tempo anche all'infanzia, proponendo il tema dei giocattoli di ieri e di oggi e visualizzandoli attraverso dei fili che scendevano dal soffitto delle aule e sui quali abbiamo appeso dei disegni". Cinzia finisce di indicarci una delle aule in cui ci sono i lavori, il Bee Bot parte su un modellino di cartone realizzato dai ragazzi che riproduce i monumenti principali della città di Terni. I ragazzini lo utilizzano programmando il Bee Bot affinché attraversi la città e possa passare in alcuni punti programmati dove, al passaggio, si attiva un suono particolare o si accende una lucina. 

"Ogni volta che proponiamo un lavoro come questo, ci accorgiamo che tutti i ragazzini si sentono coinvolti, lavorano, sono parte del progetto, imparano cose nuove". Ed è questo che ci si aspetta da una scuola che usa il digitale come fosse un nuovo pennarello colorato.

 

 

Sonia Montegiove 20.06.2018 0 613
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