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Khan Academy "dà una mano" in classe: l'esperienza del Rosselli Rasetti di Castiglione del Lago

Recuperare alunni con insufficienze gravi grazie all'introduzione di un modo nuovo di imparare in classe. All'Istituto Omnicompresivo Rosselli Rasetti di Castiglione del Lago è stato sperimentato, a seguito dei laboratori di innovazione didattica organizzati in rete AD lo scorso anno, l'introduzione della metodologia Khan Academy con la classe terza dell'indirizzo informatico.  

"Khan Accademy - racconta l'animatrice digitale Valentina Falucca - ha una sezione relativa a temi di Computer Programming e un corso sui linguaggi del web. Il corso è interamente in inglese, articolato in video, esercizi guidati e test. Ai ragazzi è stato assegnato il compito di seguire il corso per 3 mesi per poi effettuare un test di verifica finale a maggio dello scorso anno. Abbiamo toccato con mano l'inclusione di questa metodologia: tutti hanno  partecipato, tutti si sono sentiti allo stesso livello di difficoltà in quanto il linguaggio usato era quello tecnico (in fase di apprendimento) e quello inglese (e quindi non lingua madre).Tutti hanno raggiunto però buoni livelli di apprendimento, tanto che abbiamo deciso di proseguire con questa modalità in questo anno scolastico con altri temi a carattere tecnologico". 

L'istituto di Castiglione negli ultimi due anni ha avuto un'accelerazione in merito al digitale. Dopo il cablaggio di tutti gli edifici dell'istituto e la creazione di un'aula 3.0, sono stati attivati account docenti e alunni sulla piattaforma GSuite  sulla quale sono stati realizzati percorsi di formazione rivolti a docenti, alunni e anche genitori. 

"Ogni docente - continua Falucca - ha innovato e rinnovato la propria azione didattica, attivando azioni di ricerca azione, creando e sperimentando un percorso di apprendimento con la propria classe, utilizzando tutti gli strumenti  messi a disposizione dalla scuola. Ai docenti è stato chiesto di creare e sperimentare un'attività che prevedeva l'uso degli strumenti illustrati durante  la formazione producendo materiale didattico, e documentando l'esperienza in una relazione finale. Molti  di loro non avevano mai effettuato azioni didattiche simili; si potrebbe definire "innovazione" anche solo l'approccio positivo alla sperimentazione. La forza dell'iniziativa è stata la creazione di un clima collaborativo in cui tutti i docenti, di primo e secondo grado, e di indirizzi di studio differenti, hanno scambiato idee e messo a disposizione le proprie conoscenze". Condividere per innovare, insomma. 

 

 

Sonia Montegiove 8 giorni fa 0 70
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